Teatro Caverna

Associazione culturale // La cultura è il nostro ossigeno, ABoccAperta respiriamo: ricerca artistica teatrale - arti visive - letteratura - musica - cinematografia
In scena

9 luglio | Lazzaretto - Bergamo

La Ballata del Vecchio Marinaio

Uno spettacolo per voce, suoni e luci

Correva la nave, correva
Senza scosse, senza tregua:
E dolce, dolce spirava la brezza - 
Spirava soltanto su me.

E il Vecchio Marinaio avvista la sua terra natia.


Giovedì 9 luglio, ore 21.30
Lazzaretto Bergamo 

all'interno della programmazione estiva
Torniamo in scena. Estate duemilaeventi
organizzata dall’Assessorato alla Cultura
del Comune di Bergamo.

Biglietti in vendita esclusivamente on line
su www.vivaticket.it
a partire dal 22 giugno
Costi biglietto da 2 a 7 euro (più diritti prevendita).



da The rime of the ancient mariner
di S.T. Coleridge
con Damiano Grasselli
Sound designer: Jayanta Ferrari - Paolo Fogliato


Un vecchio marinaio racconta ad un giovane dʼaver ucciso lʼalbatro che tanta fortuna aveva portato all'equipaggio della sua nave. Dopo la morte dellʼuccello la nave rimane ferma allʼaltezza dellʼequatore, senza riserva dʼacqua, sotto il sole a picco e con lʼinquietante visita della Morte. In un clima oscuro e nebbioso, Teatro Caverna propone una semplice ma suggestiva messa in scena di questo poema: una voce gutturale si insinua tra lʼorrore della morte evocata da questi versi e la crudezza della condizione umana.

Il male ed il bene intesi come sdoppiamento della stessa personalità: un solo attore per tante voci, un logos che si moltiplica.

Un concerto per voce che insegue la funesta vicenda del marinaio e della sua colpa non attraverso la narrazione, ma tramite il suono e le suggestioni da esso derivanti. Un agghiacciante contrarsi dei muscoli e della pelle, divorati sì dal sole, ma anche deformati dal senso di colpa e dal contemporaneo compiacimento per il misfatto compiuto. Il bene ed il male si accostano nella figura del vecchio marinaio e le voci che attraversano il corpo dell’attore sono intese ad esaltare questo dualismo, che diventa poliedrico, che prende le infinite sfaccettature, i molteplici riflessi, del raggio di sole infranto dall'acqua del mare.

Il vero nucleo è la voce, amplificata e captata in ogni sua minuscola sfumatura, resa coro di se stessa: fuori dalla descrizione del personaggio, la voce diventa continuo smottamento della storia e indagine del mistero.